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L’acqua è un diritto ? Ultime legislazioni 1 aprile 2009

Posted by cesenacinquestelle in Uncategorized.
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L’articolo 9 del nuovo Statuto prevede che “il capitale della nuova Società dovrà essere detenuto in misura rilevante da enti pubblici”. Prima era garantita la partecipazione di maggioranza da parte degli enti pubblici. Così facendo, la quota di capitale pubblico tenderà a scendere sotto il 51%, il che equivale a dire che il controllo effettuato dai cittadini su un bene pubblico diventerà pari a zero.

Il governo Berlusconi, con la legge n.133 del 6 agosto 2008,F ha avviato la privatizzazione delle risorse idriche nazionali decidendo che “la loro gestione può essere affidata a soggetti privati”. Entro il 31 dicembre 2010 tutti i servizi pubblici locali, compresi quelli idrici, diventeranno una “materia prima” quotata in borsa, come l’oro ed il petrolio.

Come se non bastasse, il Governo, con la legge n. 126 del 24 luglio 2008, ha tagliato il Fondo per la ristrutturazione e l’ammodernamento della rete idrica nazionale che prevedeva lo stanziamento ai comuni di 30 milioni di euro per il 2008 e di 20 milioni per il 2009 e per il 2010. Gli enti locali non saranno più in grado di far funzionare i nostri rubinetti e saranno costretti a cederne la gestione.

“Le ragioni per opporsi con determinazione alla privatizzazione dell’acqua sono numerose” afferma Emilio Molinari, punto di riferimento del comitato italiano del Contratto Mondiale per l’Acqua. “Poche grandi corporation domineranno il mercato di un bene primario per la vita, decidendo tariffe e investimenti con criteri meramente aziendali; dove l’acqua è già nelle mani dei privati le bollette aumentano e la qualità si abbassa. Emblematico il caso di Aprilia, con aumenti delle bollette superiori al 200 per cento. Privatizzare tutta l’acqua potabile del nostro Paese è un terribile salto nel buio, è privatizzare la vita stessa dei cittadini italiani, giocarla in borsa, consegnarla al profitto privato, nelle mani di un cartello monopolistico di 4 multiutility (Acea, Iride, Hera, A2A), di 2 multinazionali francesi (Suez-Lyonnais des eaux e Veolia), di alcune banche come il Monte dei Paschi e imprenditori come Caltagirone e Pisante”.

(fonte Wu Magazine)

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