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Spegni lo spreco… accendi lo sviluppo 6 maggio 2009

Posted by cesenacinquestelle in Uncategorized.
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Basta fare un giro per il mondo “povero” per scoprire che le tecnologie semplici ed efficaci sono già applicate nei Paesi in cui lo scarso accesso ai combustibili fossili o la carenza di infrastrutture rende difficile «conservare alimenti, costruire, cucinare, illuminare, pompare acqua, potabilizzare acqua, produrre energia elettrica, produrre gas, produrre macchinari semplici, purificare l’aria, trattare rifiuti».

Proprio in questi settori la campagna “Spegni lo spreco…accendi lo sviluppo” (promossa dalle associazioni italiane CO.P.E., Energetica, Oltreilconfine, Tamburi di pace) sta creando una banca dati di esperienze sostenibili già sperimentate in giro per il mondo, per promuovere la collaborazione e lo scambio di buone pratiche fra organizzazioni del Nord e del Sud del mondo. Chiunque può segnalare esempi al sito della campagna.

L’idea è nata proprio a partire da una profonda riflessione sulla problematica dell’energia, che ad oggi rappresenta uno dei nodi dell’ingiustizia e dell’insostenibilità internazionali.

Ma quali sono queste tecnologie tali da far risparmiare energia e costi? Facciamo qualche esempio.

Solar Chill è un frigorifero fotovoltaico che permette la conservazione di cibo, ma anche di medicinali come i vaccini, senza fili della luce e centrali elettriche. Realizzato dall’Istituto danese di Tecnologia da un’idea di Greenpeace, alcuni suoi prototipi sono stati già testati con successo in Senegal, Indonesia e Cuba. Anche con una temperatura ambiente superiore ai 32 gradi Celsius, SolarChill riesce a mantenere la temperatura interna sempre tra i 2 e gli 8 gradi.

In Africa, Asia e America Latina sono ormai diffusi modelli di cucine solari che permettono di salvaguardare l’ambiente ed economizzare denaro, riducendo l’uso di legna da ardere.

In Ciad a partire dal 1980 è stata elaborata e prodotta una pompa manuale a tazze “noria” per l’estrazione d’acqua da pozzi ed acquitrini

Già a partire dal 1980 è stata elaborata e prodotta in Ciad una pompa manuale a tazze “noria” per l’estrazione d’acqua da pozzi ed acquitrini, che riprende un metodo antichissimo e funziona anche per profondità di 50 metri. Il metodo è stato poi applicato con successo in Camerun, Burkina Faso e Benin. In quest’ultimo Paese un comitato di villaggio (che si occupa delle fontanelle rifornite da un nuovo acquedotto) gestisce un distributore d’acqua a gettone che funziona senza uso di energia elettrica: il prezzo del gettone, minimo, serve a coprire le spese di manutenzione e permette il prelievo 24 ore su 24.

Sempre a proposito di acqua, esistono apparecchi per renderla potabile, tra cui Acuaclor Solar: un pannello fotovoltaico fornisce l’energia necessaria all’elettrolisi di una soluzione diluita di sale per produrre ipoclorito di sodio. In poche parole, in una giornata di sole si fornisce acqua potabilizzata a 400-800 persone.

E ancora, lo sapevate che in Kenya vengono usate lanterne solari come ottima alternativa ai fili della luce (che non ci sono) e alle puzzolenti lampade a kerosene?

Gli esempi potrebbero continuare a lungo, e a questo punto ci domandiamo perché questi prodotti non possano essere utilizzati anche nei nostri Paesi dove sembrano andare tanto di moda le discussioni sull’ambiente, sulle risorse, sull’ecosostenibilità, sulla salvaguardia del Pianeta ecc. ecc.

La risposta, naturalmente, è la solita: tutto ruota attorno ad interessi economici.

Il progetto “Spegni lo spreco…accendi lo sviluppo”, nella convinzione che tutti possono fare qualcosa di utile, vuole innanzitutto rendere le persone consapevoli dell’esistenza di strade alternative a quelle consuete, e quindi promuovere modelli di comportamento e di organizzazione sociale più equi ed ecologici.

Per tali finalità, la campagna si avvale di una mostra itinerante molto animata destinata alle scuole – occasione di sensibilizzazione anche per insegnanti, genitori e non solo – e di due convegni internazionali tesi a rendere visibili le esperienze più interessanti di utilizzo di tecnologie appropriate e di fonti rinnovabili in progetti di cooperazione internazionale.

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