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Scuola laica 13 novembre 2009

Posted by cesenacinquestelle in Uncategorized.
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Il professor Gustavo Zagrebelsky giurista e giudice costituzionale ha usato in diverse occasioni questo modo di dire: “La Costituzione è quello strumento che i popoli si danno in quei momenti in cui sono sobri per sostenere quelli in cui saranno ubriachi”.

Le fandonie che, oramai a rete unificate, vengono lanciate in televisione (ma non solo) con toni molto accesi da ministri e politici facendo riferimento ad un non ben precisato legame culturale tra il crocifisso e le aule delle scuole italiane nulla hanno a che fare con quanto sancito dalla costituzione e questo è un chiaro segnale di ebbrezza.

Vorrei quindi citare, come “promemoria”,  quella che è la carta fondamentale su cui dovrebbero poggiare le basi dello stato italiano: La Costituzione.

Come sottolineato dall’art. 4 della sentenza n.203 della Corte Costituzionale, per la Costituzione Italiana la laicità è un “principio supremo dello Stato;  “il principio di laicità, quale emerge dagli artt. 2, 3, 7, 8, 19 e 20 della Costituzione, implica non indifferenza dello Stato dinanzi alle religioni, ma garanzia dello Stato per la salvaguardia della libertà di religione, in regime di pluralismo confessionale e culturale.” La Costituzione infatti separa gli ambiti di religioni e Stato, garantisce la libertà religiosa ( e quindi, implicitamente, il diritto a non avere alcuna fede) e la libertà di pensiero (art. 21), negando alla religione maggioritaria (cattolica) lo status di religione di stato.

Le istituzioni italiane dovrebbero preservare il pluralismo e la libertà e non imporre un simbolo religioso in aule pubbliche e tantomeno non ridurre tale simbolo religioso ad “arredamento scolastico”. La questione quindi del crocifisso nelle aule, altro non è che un imposizione statale di un culto, cosa inaccettabile per una scuola che si possa definire laica.

Ribadiamo con forza che il compito dello Stato e delle istituzioni è quello di preservare il pluralismo e la libertà di culto e quindi siamo favorevoli a quanto sancito dalla sentenza della Corte Europea che, per verità di  cronaca, non vieta di mantenere il crocifisso dalle aule, bensì prevede venga tolto qualora uno qualsiasi dei presenti lo richieda.

Siamo quindi contrari ai ricorsi perché come appena dimostrato, non sarebbe stata nemmeno necessaria una sentenza della corte europea, in quanto è già scritto nella costituzione italiana il principio che può dipanare tutti i dubbi legati alla questione crocifisso nelle aule e visti i tempi che corrono ci auguriamo che parlamentari, ministri e istituzioni tutte comincino seriamente ad applicare i principi fondamentali della carta costituzionale.

Marco Dallamora

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