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Intervento sul Bilancio del nostro Consigliere 23 dicembre 2009

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Inserisco il testo del mio intervento sul Bilancio 2010 tenuto in Consiglio comunale il 22 Dicembre.

Natascia Guiduzzi

Ad un occhio inesperto quale è il mio, che leggo questi documenti per la prima volta, con occhio non da tecnico ma da semplice cittadina, rilevo che l’amministrazione, con la proposta di spese di questo bilancio, riesce a malapena a soddisfare le richieste della città.

Vorrei segnalare per prima cosa che i documenti che ci sono stati consegnati in queste settimane sono davvero ostici. La pubblica amministrazione dovrebbe essere tenuta a compilare documenti che chiunque possa capire.

La “pubblica” amministrazione dovrebbe essere “pubblicamente” comprensibile.

Entrando nel merito di alcune entrate e spese del Bilancio 2010 non si può non parlare della delibera relativa al Piano di Alienazioni del 2010, e cioè la vendita di beni immobiliari di proprietà comunale. Con l’approvazione di questa delibera ci viene chiesto di approvare la cessione di immobili alla società “Valore Città” che si occuperà di vendere all’asta i beni ceduti.

Fra questi spiccano:

Ex Lazzaretto sulle Mura Malatestiane – bene vincolato per interesse storico architettonico
Palazzina dei Vigili Urbani in via Cavour – immobile di grande valore della seconda metà dell’800
Casa Rossa – fabbricato colonico a Ponte Pietra

Questi beni, di rilevante importanza economica, vengono messi in vendita solo ed esclusivamente per far cassa. Noi crediamo che una amministrazione lungimirante, dovrebbe affrontare il momento di disagio dovuto alla perdita di importanti forme di finanziamento quale ad esempio l’imposta sugli immobili ICI o i tagli approntati dallo Stato, riducendo le spese, non svendendo il patrimonio.

Una Amministrazione pubblica dovrebbe avere la forza di spiegare ai propri cittadini che con meno soldi si possono fare meno cose, e che con meno risorse economiche alcuni interventi posso essere rimandati o annullati.

Credete che un padre di famiglia, che si trovasse ad avere uno stipendio più basso, per far fronte alle spese ordinarie, possa decidere di vendere la casa di proprietà per poi trovarsi dentro la stessa casa a pagare l’affitto?

Io credo che quest’uomo chiederebbe alla propria famiglia di tagliare le spese superflue.

Per questi motivi noi chiediamo all’amministrazione di ritornare sui suoi passi, di non cedere gli immobili sopra citati.

Per quel che riguarda i lavori pubblici 2010, leggendo il documento che ci è stato consegnato ho rilevato che si tratta per lo più di opere di ordinaria amministrazione quali manutenzioni ordinarie e straordinarie di strade, fognature, edilizia pubblica.

Spicca invece su tutte il buon proposito dell’ampliamento della scuola elementare di Pievesistina e la costruzione di una nuova scuola materna a Martorano.

Ad eccezione di un paio di rotonde che verrebbero costruite fra  la via Emilia e la via del mare, fra la secante e l’innesto della E45 nella frazione di  Diegaro, non ci sono grandi opere stradali in previsione.

E’ invece previsto un sostanziale stanziamento di fondi (500.000 euro) per dare l’avvio alla fase di costruzione del parcheggio dell’Osservanza (300 posti auto da costruirsi in una zona che attualmente è terreno agricolo coltivato, ndr) opera non necessaria e soprattutto che vede l’avvio in un momento di profonda crisi economica.

Per questo motivo avevamo chiesto di apportare delle modifiche al bilancio (emendamenti respinti, ndr) togliendo i fondi destinati alla grandi opere come di fatto è il parcheggio dell’Osservanza e destinare questi soldi ad attività e infrastrutture di più ampio respiro.

Con al cifra che chiedevamo di stanziare per l’infrastruttura wireless si sarebbe riuscito a coprire l’intero territorio della città di Cesena, garantendo una connessione internet gratuita a tutti i cittadini che lo richiedano e ai quali verrà dato un codice utente e una password.

L’amministrazione comunale ha già potenziato molti servizi al cittadino tramite internet e questo sarebbe stato un altro passo avanti per aumentare il bacino d’utenza.

La realizzazione di una infrastruttura wireless è già una realtà in altri comuni italiani. A Cremona per esempio è stato realizzato anche un accesso libero per poter visualizzare contenuti di tipo turistico con informazioni sui monumenti e i punti di interesse della città.

Provate a pensare ad un turista in piazza del popolo che col proprio telefonino accede liberamente ai contenuti relativi alla fontana Masini e alla Rocca Malatestiana mentre passeggia per il nostro centro storico.

Inoltre noi pensiamo che un cittadino connesso sia un cittadino informato e quindi più libero nell’ottica di rapporto di trasparenza che l’attuale amministrazione dice di voler perseguire.

Per quel che riguarda la cifra che avremmo voluto stanziare al progetto Family Card, non intendo dilungarmi in spiegazioni che ho già comunicato a questa amministrazione nel consiglio del 10 dicembre quando spiegavo l’utilità della tessera ma che la maggioranza e parte dell’opposizione  ha ritenuto di non dover perseguire (ordine del giorno respinto dalla maggioranza, ndr). I 100.000 euro da me citati nell’emendamento sarebbero serviti per la fase di progettazione dell’intervento, cioè nel cercare un accordo coi gestori di attività che avrebbero potuto accettare di offrire sconti sull’acquisto delle proprie merci o servizi, alla presentazione della tessera.

Il terzo emendamento era di più ampio respiro. I 300.000 euro tolti dal parcheggio dell’Osservanza, erano stati destinati all’attività di individuazione di un’area sulla quale poter far costruire un moderno centro di riclico dei rifiuti sul modello Vedelago. Questa opera, ad esempio, poteva essere ceduta per la costruzione e la messa in opera ad una cooperativa di giovani imprenditori che avrebbero potuto trovare una redditizia attività nel riciclo e recupero dei rifiuti.

Solo per fare un esempio, il centro di riciclo di Vedelago, sta portando a compimento lo studio e la sperimentazione dell’utilizzo delle plastiche nei calcestruzzi.
Trattasi di una linea di produzione di granulati derivanti da plastiche da raccolta differenziata da addizionare nei calcestruzzi. Grazie alla norma Uniplast è possibile produrre una mescola (sostituto della sabbia) da impiegarsi in miscele con malte cementizie e calcestruzzi per ottenere manufatti e prodotti tipici dell’edilizia.

Questo solo per fare un esempio delle svariate possibilità di recupero e riciclo dei rifiuti, e inoltre questa attività potrebbe dare uno slancio all’economia di una vasta porzione della città creando nuovi e numerosi posti di lavoro.

(Tutte queste proposte sono state rispedite al mittente)

Ricordo all’amministrazione che in questa fase di crisi, solo i comuni che avranno idee innovative riusciranno a non soccombere alla scarsità di fondi.

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