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PER UN PROGRAMMA POLITICO DI TUTELA DELLA SALUTE ECOSOSTENIBILE 6 gennaio 2010

Posted by cesenacinquestelle in Uncategorized.
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(mia rielaborazione di un testo del Dottor Paolo Franceschi, Referente scientifico della Commissione Salute e Ambiente dell’Ordine dei Medici di Savona, che ho ricevuto  da Gianluigi Salvador.

Giorgio Gustavo Rosso)

La prevenzione primaria attraverso la lotta all’inquinamento, ha una doppia valenza etica, ed è prioritaria rispetto alla cura delle malattie, in quanto:

1) è tesa a migliorare la salute delle attuali, ma anche delle future generazioni;

2) ha un valore interclassista, in quanto dalla lotta all’inquinamento possono beneficiare tutti i cittadini, senza le discriminazioni socio-economiche che anche una sanità come la nostra non è affatto in grado di eliminare.

Ogni anno in tutta Italia aumentano i nuovi casi di cancro, ascrivibili principalmente agli effetti dell’ambiente, che agiscono molto precocemente, già durante lo sviluppo intrauterino del feto.

Negli ultimi 30 anni in Europa l’incidenza di tumori nella prima infanzia e nell’adolescenza è aumentata  del 30 % ; se possibile ancora peggiori sono le notizie per i bambini italiani. I recenti  dati del Rapporto AIRTUM (Associazione Italiana Registri Tumori) 2008 sui tumori infantili , dimostrano infatti come i dati di incidenza e gli andamenti temporali siano in Italia peggiori che negli altri paesi europei e negli USA.

Lo stesso si dica per l’aumento di incidenza di malattie cardiovascolari, cerebrovascolari, respiratorie. Dice il falso chi tenta ancora di affermare che le malattie cardiovascolari e cerebrovascolari non siano legate all’inquinamento.

IL TUMORE DANNEGGIA LE FINANZE DEL MALATO E DI TUTTA LA SUA FAMIGLIA: uno studio presentato dalla Fondazione ISTUD il 14/12/2007 a Roma ed effettuato al Policlinico Umberto I di Roma ha messo in evidenza che:

–         il 72 per cento dei familiari di un malato di tumore denuncia infatti una perdita economica “rilevante” dovuta al mancato guadagno per la permanenza in ospedale;

–         il 38 per cento subisce delle perdite stimabili tra i 700 e i 1.000 euro al mese;

–         il 25 per cento lamenta delle perdite addirittura superiori ai 1.200 euro mensili;

–         il 22 per cento addirittura lascia il lavoro;

–         il 13 per cento è costretto a mettersi in aspettativa.

ESSERE MALATI CRONICI PUÒ COSTARE 1500 EURO AL MESE: il dato emerge dal Rapporto di CittadinanzAttiva sulle malattie croniche. La spesa sostenuta da chi soffre di una malattia cronica per farmaci, presidi, ausili e aiuti esterni è di circa 1500 euro al mese, indipendentemente dai costi a carico del servizio sanitario.

È ovvio come non si possa parlare di ”sanità uguale per tutti” quando ci sono questi costi a carico dei cittadini.

L’esposizione in età fetale e nella prima  infanzia a sostanze chimiche presenti nell’ambiente (e in vaccini e farmaci – nota di G G Rosso) può danneggiare il cervello durante lo sviluppo e indurre disturbi dello sviluppo del sistema nervoso: autismo, disturbi da deficit d’attenzione, e ritardo mentale; piombo, metilmercurio, policlorobifenili (PCB), arsenico: l’esposizione a queste sostanze chimiche precocemente durante lo sviluppo fetale può causare danni cerebrali a dosi molto inferiori che negli adulti. Questo fenomeno è stato descritto dalla Scuola di salute Pubblica dell’Università di Harvard,(Lancet 2006; 368: 2167-78) come: Pandemia Silenziosa. Silenziosa perché agisce in maniera subdola e nessuno ne parla; ma basterebbe chiedere a qualunque maestra per sapere come questi casi siano sempre più frequenti nelle loro classi. (Il testo originale trascura di menzionare la presenza di sostanze chimiche e biologiche cancerogene e tossiche anche in gran parte dei vaccini e in molti farmaci).

Pertanto credo che chi voglia dire e fare qualcosa di veramente serio e originale (in Italia in particolare) per portare un contributo efficace alla politica sanitaria in campo regionale debba finalmente affrontare il problema della prevenzione primaria, che significa in primo luogo progettare l’abbandono del carbone laddove viene ancora utilizzato, dire no agli inceneritori e alla combustione del CDR, e dire no alle centrali a biomasse, e impegnarsi per un pesante intervento di promozione dello sviluppo delle energie pulite e del riciclo totale dei rifiuti solidi urbani.

Spero che queste osservazioni possano essere utili a chi le leggerà, in particolare a coloro che si vogliono candidare alla guida della Regione.

di Giorgio Gustavo Rosso

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