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Riorganizzazione del Centro di Salute mentale: passo falso dell’amministrazione. 5 maggio 2010

Posted by cesenacinquestelle in Uncategorized.
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Domani mattina giovedì 6 maggio alle ore 9.00 i famigliari e operatori del Centro diurno Don Minzoni di Cesena consegneranno al Sindaco Lucchi e all’assessore Benedetti   le oltre 1.400 firme di sostegno che sono state raccolte in questi giorni contro la chiusura del Centro.

In concomitanza con la consegna delle firme si terrà in P.zza del Popolo una manifestazione di sensibilizzazione della cittadinanza sul problema della riorganizzazione del dipartimento di salute mentale che prevede la chiusura del Don Minzoni e della sede in via Branchise per trasferire i centri diurni presso le palazzine dell’ospedale. Gli attuali centri diurni, situati in abitazioni nel centro della città, garantiscono agli utenti un contatto costante con la vita pubblica della città, una vicinanza ai servizi e favoriscono la socializzazione con il tessuto cittadino. Il centro Don Minzoni inoltre dispone di un ampio giardino e di un orto che gli utenti possono coltivare e rimanere anche a stretto contatto con la natura. Il nuovo centro diurno, così come studiato dall’AUSL, verrà posizionato alle Palazzine dell’Ospedale, struttura situata in un ambiente ospedaliero che ha attorno solo cemento. Gli utenti “parcheggiati” in quel luogo si troveranno lontani dal tessuto cittadino e posti di fatto in mezzo ad un parcheggio.

La lista civica Cesena 5 stelle sostiene questa iniziativa di sensibilizzazione dell’opinione pubblica perché ritiene che l’AUSL con questa riorganizzazione non tenga conto delle reali necessità degli utenti, che proprio per la natura particolare della loro malattia necessitano di accorgimenti puntuali, ma si prefigge solo un obbiettivo di risparmio economico.

Sosteniamo in modo deciso la battaglia dei famigliari che si oppongono alla chiusura dei centri diurni in città, e chiediamo all’amministrazione di fare un veloce dietro-front e mantenere gli attuali centri diurni per la salvaguardia della salute degli utenti che li frequentano.

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Commenti»

1. pietro maroncelli - 6 maggio 2010

oggi ero presente alla consegna delle firme; c’erano una trentina di operatori licenziati, un rappresentante dei sindacati di base, (la triplice assente: CGIL-CISL-UIL), un attivista familiare di un malato psichico, il sindaco leggermente nervoso e arrossato in volto, l’assessore alla sanità (anche lei leggermente sulle spine).
il rappresentante dei futuri senza lavoro e il sindacalista, hanno chiesto agli amministratori di discutere la riorganizzazione con operatori e familiari, anche perchè 52 lavoratori dal 1 luglio si trovano senza stipendio non per mancanza di lavoro, ma per scelte di politica economica che riducono drasticamente la qualità della vita di chi già soffre (i malati) e probabilmente, non ne sono certo, aumentano gli incentivi a chi effettua i tagli (sono le leggi del mercato).
Le risposte piccate degli amministratori si sono limitate ad appunti di natura burocratica (procedure di richiesta di appuntamento non protocollate o inviti a tavoli non esplicitati con chiarezza), e a prossimi tavoli d’incontro programmati per il futuro.
Mi aspettavo qualcosa di meno astratto e sopratutto un ascolto fatto di orecchie e cuore. Così non è stato. Aspetto e aspetterò.


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