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SAPRO e 105 milioni di euro di buco. 13 maggio 2010

Posted by cesenacinquestelle in Uncategorized.
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Si è discusso oggi in Consiglio Comunale del “caso” SAPRO.

Quì trovi la delibera approvata a maggioranza. (hanno votato a favore: PD, IDV e Sinistra per Cesena.

Sotto l’intervento di Natascia Guiduzzi durante il dibattito.

INTERVENTO SAPRO

Rimaniamo tutti un po’ allibiti di fronte a queste partecipate pubbliche che sembrano sfuggire completamente al controllo della politica per servire chissà quali poteri economici occulti.

Oggi quello che siamo costretti a votare è forse la cosa più delicata che ci sia capitata di fare nel corso di questa legislatura e spero non ci ricapiti più.

Oggi non ci viene chiesto se è meglio salvare Sapro o lasciarla Fallire, ci viene chiesto di stanziare 1 milione di euro senza garanzie per il futuro.

A sentire l’amministrazione la delibera che dovremmo approvare, cercando di salvare SAPRO, rappresenta l’unica cosa giusta da fare per evitare di causare danni economici alla città e al patrimonio pubblico, ma io mi permetto di dissentire, perchè io oggi sento il peso di una decisione difficilissima: noi consiglieri siamo costretti a scegliere fra due decisioni sbagliate.

SAPRO ha fallito completamente la sua mission di innovazione e di sostegno allo sviluppo economico, di gestione oculata del patrimonio pubblico.

Salvare SAPRO vorrebbe dire premiare una società che ha avuto una gestione sconsiderata e disastrosa del patrimonio pubblico.

Non dimentichiamoci che la Procura ha prefigurato una serie di capi di imputazione pesanti, fra cui bancarotta semplice, bancarotta fraudolenta, concorso di persone, reiterazione di reato e aggravanti su Sapro e gli amministratori.

Non sono cose che possono passare sotto silenzio, chi ha sbagliato va punito.

Perché non è ammissibile sentire un rappresentante di SAPRO, a giugno, dire che i conti erano più o meno in ordine… e invece c’era uno scoperto con le banche di 108 milioni di euro.

Come cittadino e come consigliere pretendo che uno scoperto di questo tipo si riesca a leggere in maniera immediata, come si può leggere l’attivo e il passivo, e non solo se si è un esperto di bilancio. Che Sapro versava in una situazione così grave, un consigliere comunale deve venire a saperlo dalla Procura?

Noi consiglieri siamo oggi costretti, senza aver preso parte alle decisioni precedenti a scegliere fra il male e il male.

Se si sceglie di cercare di salvare SAPRO butteremo altri soldi pubblici con nessuna garanzia di recuperare questo denaro perchè riuscire a coprire un buco di 108 miloni di euro è pressochè impossibile. Per recuperare i soldi dovremmo vendere quello che finora non si è venduto, il mercato è stagnante da 5-6- anni e non c’è nessun segnale di ripresa. Come faremo a recuperare questi soldi?

Oltre al risanamento di Sapro oggi ci viene chiesto di approvare una modifica statutaria che prevede la cessazione di un CDA per passare ad un amministratore unico, scelta che io giudico inaccettabile perché non è garanzia di trasparenza, ma a parte questa considerazione politica mi chiedo: si troverà davvero qualcuno che ha il coraggio di assumersi questo onere? Ci sarà un martire che si metterà alla guida di una nave che è già praticamente affondata? Ci sarà un Sant’Antonio che sarà disposto ad immolarsi e a gettare alle ortiche una carriera da amministratore e raccogliere tutto il fango di Sapro?

Su una cosa bisognava essere chiari, se si deve giungere al ripianamento del debito, che sia accompagnato dalla decapitazione totale del CDA di amministrazione e loro sostituzione con persone competenti ed esperte, perchè non si può affidare il risanamento di una società alle stesse persone che allegramente la hanno condotta al disastro finanziario.

Seconda opzione: si lascia fallire Sapro. A cosa andremmo incontro? Nel caso andassero all’asta i terreni questi verrebbero svalutati e da chi verrebbero acquistati e per farne cosa? Ipotizzo: i terreni andrebbero in mano agli speculatori edilizi.

Vedendo poi che le banche, su un valore di beni pari a 93 milioni di euro ne hanno ipotecato 78 milioni viene proprio da chiedersi: cosa potrebbe succedere?

Se possono far valere queste ipoteche, e questo lo chiedo a chi è più esperto di me in queste questioni economiche, succederà che le banche diventeranno proprietarie di questi beni e che poi li potranno vendere.

Ritorna la stessa domanda: a chi e per farne cosa?

A perderci sarà sempre la collettività e il patrimonio pubblico.

Dichiarazione di voto:

Come ho detto durante la discussione non riesco a scegliere fra 2 decisioni entrambe sbagliate

Per questo motivo sarò costretta ad uscire dall’aula e rifiutarmi di votare, anche se è una cosa che mi pesa moltissimo.

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