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DIOSSINE A FORLI’: SE LE CERCHI LE TROVI! 21 aprile 2011

Posted by cesenacinquestelle in Uncategorized.
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LEGGETELO TUTTO SE TENETE ALLA VOSTRA SALUTE

dalla pagina facebook di Patrizia Gentilini

Il giorno 19 aprile alle ore 11,30, presso la sede dell’Ordine dei Medici di Forl’, viale Bolognesi 19, si è svolta una conferenza stampa per illustrare i risultati di indagini spontanee condotte per la ricerca delle diossine in polli, uova e latte materno in area di ricaduta degli inceneritori di Forlì. Alla conferenza ha presenziato il Dott. Pascucci, Tesoriere in rappresenza dell’ Ordine che ha ricordato come l’art. 5 del codice deontologico imponga a tutti i medici di interessarsi e adoperarsi per tutelare l’ambiente, nonchè medici di ISDE Forlì-Cesena ed  il Dott. Stefano Raccanelli, Responsabile del Laboratorio Microinquinanti Organici del Consorzio Interuniversitario “La Chimica per l’Ambiente ” (INCA), che ha condotto le indagini. Il Consorzio INCA coordina l’attività di 30 università italiane, promovendo da anni la collaborazione interdisciplinare nel campo della chimica per l’ambiente. Nello specifico il Dott. Stefano  Raccanelli è una autorità indiscussa a livello internazionale nel settore dello studio dei composti organici  persistenti – cui appartengono le diossine – e del loro monitoraggio biologico.

In particolare si è occupato di alcuni dei più importanti disastri ambientali del nostro paese: è stato infatti consulente del PM Casson al processo del petrolchimico di Porto Marghera e consulente tecnico per il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare per l’incendio alla De Longhi. E’ autore di numerose pubblicazioni scientifiche ed autore del libro: “La laguna ferita”.

Nell’occasione è stato diffuso il seguente comunicato stampa

COMUNICATO STAMPA.

Forlì 19 aprile 2011

Dal momento che sempre più spesso le cronache nazionali e non solo riportano notizie di alimenti (mozzarelle, polli, suini, uova ecc) contaminati da diossine e policlorobifenili (PCB), abbiamo voluto procedere alla loro ricerca nel nostro territorio ed abbiamo indagato le matrici ove era più probabile rilevare tali inquinanti in rapporto agli inceneritori, che sono, dai dati di letteratura, una delle loro principali sorgenti.

Gli esami per la ricerca di: Policlorodibenzodiossine (PCDD), Policlorodibenzofurani (PCDF), Policlorobifenili (PCB)  sono stati condotti su base volontaria e con fondi autonomamente reperiti.

DIOSSINE E PCB

Le diossine si formano, come sottoprodotti involontari, nei processi di combustione di plastiche clorurate o altre sostanze organiche in presenza di cloro, catalizzatori ed in particolari condizioni di temperatura. Diossine e Furani costituiscono un gruppo di 210 molecole, di cui è capostipite la “diossina di Seveso” (TCDD). Acciaierie, inceneritori e particolari processi chimici industriali ne sono le principali sorgenti.

 A differenza delle diossine, i PCB sono stati prodotti deliberatamente dall’uomo tramite processi industriali. La loro produzione è iniziata negli anni ‘30 ed è perdurata per oltre 50 anni, fino al 1985, quando sono stati ufficialmente banditi stante la loro pericolosità. Se ne conoscono 209 congeneri; 12 di questi, denominati “dioxin-like” (PCB dl), sono molto affini alle diossine. Si tratta di composti molto stabili, anche ad alte temperature; si decompongono solo oltre i 1000-1200 C°. Sono stati usati sia in sistemi chiusi (trasformatori) che come additivi per ritardanti di fiamma, antiparassitari ed altre sostanze.

 Quanto alla tossicità delle diossine (e dei PCB dl), va ricordato che la TCDD ha la massima tossicità e tutti gli altri congeneri hanno una tossicità inferiore, anche di vari ordini di grandezza. La tossicità dei vari congeneri è espressa con un Fattore di Tossicità Equivalente (TEF), per confronto con la TCDD, a cui è attribuito per convenzione un TEF pari ad 1; dal momento che nelle diverse matrici sono presenti miscele dei diversi congeneri, per esprimere la concentrazione complessiva di diossine si è introdotto il concetto di Tossicità Equivalente (TEQ), che si ottiene sommando tra loro i prodotti tra i fattori TEF dei singoli congeneri e le rispettive concentrazioni con cui si presentano nella matrice in esame.

Queste sostanze non sono assunte attraverso l’aria che si respira, ma attraverso il cibo: infatti le diossine, una volta emesse attraverso i fumi,  contaminano terreno e pascoli ed entrano nella catena alimentare. Si tratta di  molecole molto stabili e perciò persistenti (i tempi di dimezzamento per la TCDD variano da 7 a 10 anni nel corpo umano e fino a 100 anni nel sottosuolo), sono insolubili in acqua ma hanno un’elevata  affinità per i grassi. Si accumulano negli organismi viventi in concentrazioni anche molte migliaia di volte superiori rispetto all’ambiente, secondo processi di  bioaccumulo e biomagnificazione.  Nell’uomo la loro assunzione avviene per oltre il 90% attraverso latte, carne, uova, formaggi ecc ; come moltissimi altri inquinanti  vengono purtroppo passate dalla madre prima al feto e poi al neonato attraverso il latte materno.

Di fatto l’esposizione a diossine è correlata sia allo sviluppo di tumori (in particolare, per la TCDD, a linfomi, sarcomi, tumori a fegato, mammella, polmone, colon) ma anche, per la loro azione di molecole “ormonomimetiche” a disturbi quali: danni riproduttivi, abortività, malformazioni specie urogenitali, endometriosi, anomalie dello sviluppo cerebrale, endocrinopatie (in particolare diabete e tiroide), disturbi polmonari, danni metabolici con innalzamento di colesterolo e trigliceridi, danni cardiovascolari, epatici, cutanei, deficit del sistema immunitario. I danni dell’esposizione a diossine poi non si limitano alle persone esposte: è emerso ad es. che i bambini nati da madri coinvolte nell’infanzia nell’incidente di Seveso presentano alla nascita danni alla tiroide in modo statisticamente significativo e correlato all’esposizione delle madri: ciò significa che gli effetti della diossina sono transgenerazionali e che gli stessi gameti sono stati danneggiati.

LE INDAGINI EFFETTUATE A FORLì: 

Sono stati condotti :

n° 3  esami su polli allevati all’aperto, rispettivamente a 800 metri, 2 km, > 20 km (“bianco”) dagli inceneritori

n° 2 esami su uova da galline allevate all’aperto rispettivamente a 800 m e 3,8 km dagli inceneritori

n° 2 campioni di latte materno in mamme residenti rispettivamente a 500 m e 1,9 km dagli inceneritori.

I risultati sono riportati nella sottostante Tabella  1.

Matrice esaminata

Distanza da inceneritori

RISULTATI PCDD/F+PCB

pgWHO-TEQ/g grasso

Tenori Massimi consentiti dalla legge

PCDD/F+PCB pgWHOTEQ/g grasso Regolamento 1881/2006

POLLO

800 METRI

8,199

4

GALLINA FARAONA

2 km

7,625

4

GALLINA (Bianco)

> 20 km

3.2610

4

UOVA

800 metri

6,663

6

UOVA

3,8 km

4,708

6

LATTE MATERNO (a 2 mesi e mezzo dal parto)

500 metri

10.419

6

LATTE MATERNO      (a 4 e mezzo mesi dal parto)

1,9 km

7,583

6

Si rammenta che secondo il regolamento della Commissione Europea (CE) del 19 dicembre 2006 che definisce i tenori massimi di alcuni contaminanti nei prodotti alimentari i  limiti per PCDD/PCDF e PCB sono rispettivamente:  per la carne di pollo di 4 pg WHO-TEQ/g di grasso e per le uova 6 pg WHO-TEQ/g di grasso.

Le indagini mostrano pertanto che entro un raggio di 2 km tutti i campioni di alimenti eccedono i livelli che le normative stabiliscono per tali inquinanti (uova e polli)  e che si assiste ad  una loro netta diminuzione man mano che ci si allontana dagli impianti.

Gli esami condotti sul latte materno confermano la  presenza di queste sostanze anche in questo alimento fondamentale per la vita. Il livello riscontrato nel campione raccolto dalla madre in maggior prossimità all’impianto è del tutto simile a quello più alto riscontrato in una madre residente in prossimità di un inceneritore in Toscana  (Forlì: totale PCDD/F+PCB 10,419 pg WHO-TEQ/g di grasso. A Montale: totale PCDD/F+PCB 10,621pg WHO-TEQ/g di grasso).

Entrambi i campioni inoltre sono stati raccolti non entro il primo mese, ma a distanza di alcuni mesi: in particolare un campione è stato raccolto a 4 mesi e mezzo dal parto e presenta valori più bassi (PCDD/F+PCB 7,583 pg WHO-TEQ/g di grasso) probabilmente perché una quota di tali sostanze  è stata già ceduta al neonato, come la letteratura in proposito segnala.

Con questa autonoma ricerca noi  medici dell’ISDE vogliamo richiamare l’attenzione su un territorio che si conferma pesantemente inquinato in relazione alle emissioni degli inceneritori.

Auspichiamo che le Autorità competenti in materia sanitaria ed ambientale tengano nel dovuto conto questi dati, che – pur nella loro limitatezza – offrono interessanti spunti di riflessione.

Non possiamo infine esimerci dall’esprimere il nostro rammarico per il fatto che nello studio Moniter, condotto per un costo di 3 milioni di euro dalla regione Emilia Romagna  per indagare le ricadute ambientali e sanitarie degli 8 inceneritori presenti in regione (indagine  programmata dopo gli inquietanti risultati dello studio Enhance Health che aveva rivelato gravi danni alla salute nella popolazione residente in prossimità dei due inceneritori di Forlì),  le diossine sono state ricercate in matrici scarsamente significative ( ad. es.  in aria) e non dove queste si accumulano, divenendo un pericolo per la salute, ovvero negli alimenti e nei nostri stessi corpi.

Il nostro territorio, già notevolmente inquinato,  non merita – a nostro avviso – ulteriori aggravi quali quelli provenienti da pratiche assolutamente evitabili quali l’incenerimento dei rifiuti urbani ed ospedalieri.

Associazione Medici per l’Ambiente, Sezione Forlì-Cesena

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Commenti»

1. barbara - 21 aprile 2011

abito a 3 km dall’inceneritore… ho allattato mio figlio 3 anni, credendo di fare il suo bene… leggo, mi assale la paura, mi viene da piangere…

2. cesenacinquestelle - 22 aprile 2011

Barbara non allarmarti, non farti prendere dal panico.
Il latte materno è il nutrimento più giusto per un neonato. La presenza di diossina nel latte materno, NON è indicativo del fatto che tuo figlio potrebbe sviluppare qualche forma di malattia.
Quello che puoi fare adesso è protestare con queste amministrazioni scellerate che credono ancora che gli inceneritori NON siano dannosi per la salute degli esseri viventi (persone o animali, dei quali poi ci nutriamo).
Questo studio dimostra che gli inceneritori fanno male.

3. ADAMO - 22 aprile 2011

Ricordo che l’inqunamemnto di Forlì e Cesena è di molti fattori,( tipo Inceneritori, bio-masse, istallazioni di azziende insalubri di 1° classe, pm10, ecc) L’AIL provinciale e il movimento 5 stelle a promosso un’indagine scientifica, tra Gennaio e Febbraio, sull’inqunamento su persone e animali, come detto dalla dott: Patrizia Gentilini nel comunicato stampa del 20 Aprile scorso ci sono dati della regine emiliaromagna di tutte le USL, che conferma l’aumento esponenziale dei casi di tumori a Forlì e Cesena,( dal 2006 al 2009, periodo considerato dalla comunità europea, come tra le prime 10 citta/regione piu inqunate d’Italia), di cod:56 “Tiroidite di Hashimoto” e cod: 48 “sogetti affetti da patologia neoplastiche maligne e di comportamento incerto”, molti di questi sono bambini dai 8 hai 14 anni.

Ora pongo una domanda hai nostri governanti di Forlì e Cesena, vi sembra naturale che i genitori sopravivano hai figli?

Adamo Moscatelli

4. Monica - 14 maggio 2011

Soffro di endometriosi da sempre e sono sicura che sia dovuto alle diossine assimilate nel territorio.
Sono davvero triste e preoccupata, questa malattia mia ha rovinato la vita e non per colpa mia.
Io credo però che non possiamo farci nulla, gli inceneritori ci saranno sempre e purtroppo siamo solo noi a farne le spese.
E’ davvero triste tutto questo!


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