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La COOP sei tu, chi licenzia di più. 24 agosto 2011

Posted by cesenacinquestelle in Uncategorized.
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fonte “Il Passatore”

Nessuno oggi può sentirsi più tranquillo sul posto di lavoro, nemmeno chi ha un contratto a tempo indeterminato di durata quasi decennale presso una cooperativa sociale. Questo devono aver pensato i 22 lavoratori (quasi tutti immigrati) che sono stati licenziati in tronco e senza giustificazione nella piattaforma logistica di COOP Centrale Adriatica, in località Pievesestina di Cesena.

La crisi esige il suo sacrificio umano in termini di persone che perdono il loro posto di lavoro, questo oggi non fa quasi più notizia, ma se di mezzo non c’è una reale difficoltà aziendale ma un palese tentativo di “sfoltimento arbitrario” a danno dei lavoratori, quando c’è una reale contrazione dei diritti basilari e della dignità umana, questo diventa non più accettabile.

Eppure la CGIL aveva fin dal Gennaio di quest’anno parlato assai chiaro: “In Emilia Romagna le tecniche di appalto e subappalto condotte da COOP adriatica vengono usate per produrre profitto sulla pelle dei lavoratori”.

Forse vale la pena di fare un passo indietro e spiegare la vicenda nei dettagli.

La piattaforma logistica di Pievesestina, dove vengono smistate le merci per COOP Adriatica, è da parecchi anni gestita ricorrendo al subappalto con altre cooperative, che spesso subentrano a rotazione di anno in anno, mentre i dipendenti dello stabilimento (oltre 200) vengono “traghettati” da una cooperativa alla successiva per garantire la continuità dei posti di lavoro.

Nei primi mesi del 2011 alla cooperativa Alfa, subentra la cooperativa Astercoop di Udine, che con una tardiva e frettolosa trattativa stipulata con CGIL (durata appena due giorni) si accorda per farsi carico di tutti i lavoratori già impiegati nello stabilimento, confermandone il contratto in essere.

Questi erano i patti, che però appena un mese dopo sono stati palesemente disattesi con lettere inviate a parecchi lavoratori nei quali era scritto in sintesi: “Abbiamo deciso nel periodo di prova rivolto ai nuovi soci che lei non è idoneo a questa mansione”.

Periodo di prova ? La maggioranza di questi lavoratori erano regolarmente assunti dalla precedente cooperativa e hanno lavorato nello stesso stabilimento, in alcuni casi, per oltre 8 anni… quale periodo di prova ?

E’ nata così una battaglia legale, ancora oggi in corso, con tanto di comitato civico, a difesa dei diritti di questi lavoratori sbattuti a casa senza preavviso, senza ferie, senza indennizzo, senza ammortizzatori sociali, senza alcun tipo di buonauscita, senza niente di niente… con il tacito avvallo di tutto l’arcipelago delle varie COOP coinvolte.

Il tutto è stato possibile perchè, in realtà, lavorare in una cooperativa sociale significa farne parte come socio, questi lavoratori hanno quindi dovuto pagare oltre 4000 euro per entrare nella nuova società Astercoop una volta licenziatasi dalla vecchia, soldi che verranno loro restituiti (se va bene) solo fra qualche mese (nel frattempo però sono a casa disoccupati).

Lo statuto della cooperativa sociale afferma infatti che “L’ammissione di un nuovo socio richiede un periodo di prova fino a tre mesi, entro il quale decidere se accettare il medesimo”.

Eccolo quindi il trucco, Astercoop ha effettivamente accolto nella società i lavoratori, ma poi ha applicato la clausola discrezionale per l’ingresso dei soci, lasciando parte di essi a casa senza uno straccio di preavviso. I lavoratori così licenziati sono stati integrati con altri lavoratori freschi (in prevalenza italiani), che sicuramente si sbatteranno a più non posso per assicurare una stratosferica produttività, e non fare quindi la stessa fine nei prossimi tre mesi.

Il criterio con cui sono stati scelti i lavoratori da epurare appare difficile da decifrare, ma verosimilmente è accaduto, come successo a tutti  i precedenti gestori del centro logistico di Pievesestina, di non riuscire a rimanere a galla con i soldi insufficienti che Centrale Adriatica continua a pagare alle società a cui affida questo appalto. Per svolgere l’attività a costi ridotti all’osso i gestori finiscono per scaricare sulla pelle dei lavoratori l’esigenza di non andare in rimessa. Questo significa, per esempio, pretendere una produzione di colli da consegnare tirata fino all’esasperazione.

A questo proposito, le testimonianze degli ex addetti presenti alla riunione che si è svolta recentemente sono state sconcertanti. Hanno riferito che veniva richiesta la preparazione di 150 colli all’ora, mentre un numero ragionevole dovrebbe essere 80, secondo quanto ha chiarito anche un medico del lavoro durante una visita al magazzino, qualche tempo fa. C’è chi, in queste condizioni, ha lanciato l’allarme sicurezza: «Prima o poi, lavorando a questi ritmi da animali, capiterà un incidente e qualcuno ci rimetterà la vita»

Per ora, una ventina di sfortunati, il cui reato appare essere stato (a detta dei lavoratori presenti alla riunione) quello di dimenticarsi di timbrare una volta il cartellino in orario, ammalarsi per due settimane, chiedere un po di ferie, risultare antipatico a un “capo”, difendersi da una “avance” di troppo… hanno come unica prospettiva quella di restare disoccupati. In accordo con la CGIL è stato comunque già presentato ricorso al tribunale del lavoro nei confronti di COOP Centrale Adriatica e di Astercoop.

Di tutto questo, il codice etico delle COOP tanto care al mondo della sinistra, assolutamente non ne parla, ma d’altronde la coop sei tu, chi licenzia di più ?

Questo blog darà notizia dei prossimi appuntamenti del comitato civico sorto a difesa dei lavoratori delle COOP, che si riunirà presumibilmente entro i primi di settembre. Siete tutti invitati già in anticipo.

Per approfondimenti, visita il blog dei lavoratori unicoop, vari articoli sono apparsi sui quotidiani locali ma sembrano tutti spariti dal web, tranne questo qui nella cache di google.

Update: Adriano Turrini, presidente di Coop Adriatica, ci richiede di precisare che il magazzino di Pievesestina è gestito da “Centrale Adriatica” ex CICC (Consorzio Interregionale Cooperative di Consumo), che gestisce svariati magazzini in mezza Emilia Romagna, e non da Coop Adriatica direttamente. Per correttezza l’articolo è stato parzialmente rettificato, anche se l’aggiunta di livelli aziendali intermedi nulla cambia sui profili di responsabilità morale delle cooperative coinvolte. COOP Centrale Adriatica è la società cooperativa di Modena che gestisce la logistica per conto di Coop AdriaticaCoop Estense e CoopNordest. Un vero rompicapo di scatole cinesi!

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