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La nuova HERA dei trasporti: Start Romagna s.p.a. 17 settembre 2011

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Pubblichiamo il testo dell’intervento in Consiglio Comunale di gioved’ 15 settembre 2011 del Gruppo Consigliare Cesena 5 stelle.

Il progetto di creazione di un’unica azienda di trasporto romagnolo fondendo le 3 aziende di trasporto di Rimini Forlì-Cesena e Ravenna risponde a quanto previsto dalla Legge Regionale 10/2008, che incentiva le iniziative di questo tipo, cioè, le amministrazioni locali hanno scelto di costituire quella che da più parti viene chiamata “l’area vasta della mobilità” al fine di aver accesso ai fondi messi a disposizione dalla regione. La quale, detto in modo che qualcuno definirà “semplicistico”, finanzia con quote di capitale maggiori quelle provincie e quei territori che hanno saputo aggregarsi in società più grandi.

Il progetto di fusione è in cantiere da anni e in questi mesi abbiamo sentito le varie amministrazioni dire che col “processo di aggregazione si potranno realizzare significative economie di scala e importanti sinergie sul fronte della gestione e della funzionalità dei servizi, aprendo la strada a strategie di più ampio respiro” ma siamo certi che sarà così? Per prima anche oggi all’approvazione della fusione non esiste il piano industriale e non si sa quali siano gli obbiettivi di questa società. Secondo questo intento di accorpare le 3 società per aver accesso a finanziamenti più sostanziosi o ottimizzare i costi, al momento non ha dato risultati. A Cesena infatti l’abbonamento annuo per gli studenti che si muovono dentro la zona 1 (e faccio questo esempio perché è l’abbonamento più acquistato) è passato da 140 euro a 196 euro alimentando le ire delle famiglie che hanno figli studenti.

Nei fatti stiamo andando ad accorpare 3 aziende con gestioni e bilanci ben diversi e in particolare uno degli attori partiva da una posizione di perdite anche consistenti, e noi riteniamo che per la nostra città sia stata compiuta una scelta sbagliata perché ci troveremo ad andare a ripianare perdite che sono nostre. Ad esempio Cesena , il cui trasporto pubblico non era certo il fiore all’occhiello dell’amministrazione, con problemi di trasporto pubblico mai risolti come ad esempio i bus presi d’assalto la mattina da studenti e lavoratori che spesso non trovavano posto sul mezzo e venivano lasciati sui marciapiedi, o frazioni mal servite o non servite affatto che destavano le proteste degli abitanti, aveva però il pregio che la nostra agenzia di trasporto pubblico aveva il parco macchine migliore rispetto alle altre 2 provincie, con vari bus elettrici che servono il centro storico, bus a metano, e in generale mezzi nuovi ed efficienti, cosa che è stata riconosciuta da più parti.

Per quel che ci riguarda siamo certi che la nuova società continuerà a fornire Cesena di un trasporto come quello che avevamo? Mi spiego meglio: (per fare un esempio) non succederà per caso che, una volta che ci saranno da sostituire i mezzi elettrici che servono il centro storico,  ci troveremo invece  il passaggio di mezzi rumorosi ed alimentati a idrocarburi in sostituzione dei mezzi elettrici che all’atto dell’acquisto sono molto più costosi? Un piccolo autobus elettrico, come quelli che abbiamo adesso, costa infatti 3 volte più di un autobus alimentato a metano. Chi ci darà queste garanzie?

Di dubbi il movimento che rappresento ne ha tanti, dallo statuto che fra le altre cose prevede la produzione e la vendita di energia che col trasporto pubblico non ha niente a che fare, alle dichiarazioni del Presidente Amadori che in questa aula ha parlato di “salario aziendale” per i dipendenti, proporzionale all’efficienza e alla produttività. Discorso che stride fortemente nel settore pubblico dove dovrebbero essere applicati contratti collettivi.

La cosa che ci preoccupa di più è che già dal prossimo anno la società prevede l’apertura del capitale a un partner industriale privato fino alla quota del 49% e la gara per l’affidamento del servizio del trasporto pubblico romagnolo. Come è stato detto nei mesi scorsi da un noto quotidiano, nasce la Hera dei trasporti. Sempre poi che questo partner privato si trovi, perché ad esempio nel caso della SEAF nonostante i tentativi il privato non c’è. Si troverà un partner privato? E in caso positivo, cosa diventerà il trasporto pubblico affidato alle mani dei privati? Sicuramente le tariffe aumenteranno, esattamente come è successo per i servizi idrici e del gas che, passati da società pubbliche nelle mani di Hera hanno visto in questi anni un aumento costante delle bollette, a  carico di famiglie e imprese.

Allo stato attuale i dubbi su questa fusione sono tanti e li abbiamo espressi in tutte le discussioni effettuate in questa aula, pensiamo che la nuova società non riuscirà a gestire in modo ottimale il trasporto pubblico locale e avrà nel tempo una diminuzione dei servizi per i cittadini e un inevitabile aumento delle tariffe, cioè l’inversamente proporzionale al buon senso. Quello che sarebbe stato sensato fare, invece di grandi società, sarebbe stato riorganizzare il nostro trasporto pubblico con azioni mirate e farne una società snella ed efficiente senza imbarcarci in questo baraccone con la paura che Cesena si troverà a dover pagare debiti di altri.

Coerentemente con le posizioni tenute nelle precedenti deliberazioni su questo progetto, la lista civica cesena 5 stelle non può che essere contraria.

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